La lauda oltre Venezia: il Friuli dei Battuti e la figura di Pietro Edo




Alla Fondazione Levi due giornate di studio raccontano la produzione laudistica del Quattrocento attraverso il rapporto tra centro e periferia

VENEZIA – La storia della lauda nel Quattrocento non si esaurisce nei grandi centri culturali. Accanto a Venezia, anche i territori della Terraferma conservano testimonianze di una tradizione musicale e devozionale capace di evolversi, ma anche di mantenere elementi del passato. È questo il punto di partenza di “Centri e periferie della lauda nel Quattrocento: Venezia e il Friuli”, in programma il 28 e 29 settembre alla Biblioteca della Fondazione Ugo e Olga Levi.

L'incontro mette in dialogo realtà istituzionali e di ricerca diverse: la Fondazione Ugo e Olga Levi, il progetto ERC AdG LAUDARE dell'Università di Trento, l'Accademia “San Marco” di Pordenone e la Biblioteca Nazionale Marciana. L'obiettivo è indagare ciò che accomuna e ciò che distingue i principali centri della produzione laudistica rispetto alle realtà periferiche, considerando anche le loro diverse frontiere geografiche e sociali.

Nel Quattrocento la lauda conosce nell'area veneta una particolare diffusione. Il genere viene praticato da élites, confraternite laicali e clero, in un contesto segnato da un rinnovamento della sensibilità religiosa. La produzione non rimane però confinata alla capitale: nei territori della Terraferma e da Mar si sviluppano esperienze che permettono di ricostruire una geografia più articolata della cultura laudistica.

Il Friuli rappresenta, in questo quadro, un osservatorio particolarmente interessante. Lontano da Venezia, ancora alla fine del Quattrocento si possono infatti individuare elementi riconducibili alla lauda trecentesca. A renderne possibile la continuità è anche la presenza delle compagnie dei Battuti, istituzioni confraternali alle quali appartenne Pietro Edo, laudografo e umanista pordenonese vissuto tra il 1426 e il 1504.

Proprio a Pietro Edo sarà dedicata una parte della prima giornata di studi. La sessione pomeridiana di lunedì 28 settembre, dal titolo “Il laudario dei Battuti in Friuli e Pietro Edo”, prevede gli interventi di Matteo Leonardi, Matteo Venier e Giacomo Pirani. Si parlerà della lauda come documento della spiritualità confraternale, della figura di Edo come umanista e del rapporto tra tradizione e riforma nel suo laudario.

Il confronto tra Venezia e Friuli permette così di osservare la lauda non come fenomeno uniforme, ma come una produzione capace di assumere forme diverse a seconda dei contesti nei quali viene praticata. Da una parte le innovazioni sviluppate nell'ambiente veneziano, associate anche al nome di Leonardo Giustinian; dall'altra la permanenza, nelle aree periferiche, di elementi della tradizione precedente.

Il percorso proseguirà martedì 29 settembre con una sessione dedicata al laudario Marciano Ital. IX 145, prima della tavola rotonda conclusiva.

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