HVAC e impianti sportivi: perché progettazione e gestione devono cambiare
TORINO – Gli impianti sportivi sono tra gli ambienti più complessi da gestire dal punto di vista HVAC-R. Non esiste infatti un'unica condizione di esercizio: palestre, centri sportivi e strutture per le competizioni possono passare rapidamente da condizioni di utilizzo ridotto a situazioni caratterizzate da elevato affollamento e intensa attività fisica.
Questa variabilità rende necessario un approccio progettuale capace di tenere insieme comfort, qualità dell'aria, efficienza energetica, sicurezza e sostenibilità. È la prospettiva al centro del 41° Convegno Nazionale AiCARR, che il 17 settembre a Torino sarà dedicato proprio alla progettazione, gestione e manutenzione degli impianti sportivi del futuro.
Il primo elemento è il comfort. In una struttura sportiva non basta raggiungere una determinata temperatura: occorre creare condizioni ambientali ottimali e uniformi anche quando aumenta il numero delle persone presenti o l'intensità dell'attività. L'impianto deve quindi essere in grado di rispondere a condizioni operative differenti.
Il secondo elemento è l'efficienza. Le pompe di calore e i sistemi per il riscaldamento e il raffrescamento possono essere integrati in una gestione coordinata degli impianti, con l'obiettivo di ridurre i consumi senza rinunciare alle prestazioni.
Particolare attenzione viene poi dedicata alla qualità dell'aria. Per le strutture sportive Daikin indica la serie VAM e le UTA tradizionali, mentre purificatori d'aria e sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata completano la proposta per diversi contesti applicativi.
La sicurezza, inoltre, non può essere circoscritta alla fase di progettazione. Deve accompagnare l'intero ciclo di vita dell'impianto, comprendendo installazione, manutenzione e gestione. Un'impostazione che sposta l'attenzione dal singolo componente alla gestione complessiva del sistema.
Lo stesso vale per la sostenibilità. Oltre alla scelta del refrigerante, entrano in gioco l'efficienza energetica delle apparecchiature, la loro durata, la manutenzione e il destino dei materiali a fine vita.
In questo quadro si inseriscono anche le soluzioni Daikin per il riscaldamento e il raffrescamento tramite pompa di calore. Lo Small Chiller R290 utilizza il propano come refrigerante naturale, mentre il sistema VRV a CO₂ utilizza l'anidride carbonica.
La direzione indicata dall'azienda è dunque quella dell'integrazione. Come sottolinea Luca Franco, Consultant Developer di Daikin Italy, temperatura, qualità dell'aria, efficienza energetica e sicurezza sono aspetti interconnessi e richiedono un approccio progettuale unitario.
Il confronto tra produttori, progettisti e mondo dell'impiantistica diventa così centrale per definire strutture sportive capaci di adattarsi alle diverse modalità di utilizzo, riducendo consumi e impatto ambientale senza trascurare il benessere delle persone.

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