Imprese lombarde, la ripresa si scontra con il credito: finanziamenti giù del 2,4% in cinque anni

 


Le piccole imprese sono le più penalizzate: -25,4% nei finanziamenti dal 2021. Intanto l'inflazione torna a salire e i consumi crescono solo dello 0,7%


La fotografia dell'economia lombarda contiene un elemento apparentemente contraddittorio: mentre gli investimenti tornano a crescere, l'accesso al credito per le imprese continua a ridursi. È uno dei principali elementi di attenzione che emerge dal Terzo Focus 2026 di CNA Lombardia, realizzato dal Centro Studi Sintesi.

Tra marzo 2021 e marzo 2026 i finanziamenti alle imprese lombarde sono diminuiti del 2,4%, con minori erogazioni nette per 4,7 miliardi di euro. A marzo 2026 lo stock dei finanziamenti si attestava a 195,2 miliardi di euro.

Il dato più preoccupante riguarda però la dimensione delle imprese. Le piccole imprese hanno registrato una contrazione dei finanziamenti del 25,4% rispetto al 2021 e ricevono appena il 9% dei prestiti netti complessivamente erogati. Il comparto delle costruzioni risulta particolarmente colpito, con una riduzione dei prestiti del 36,9% in cinque anni e del 16,8% soltanto nell'ultimo anno.

Fa eccezione il settore dei servizi, dove l'importo dei finanziamenti è aumentato dell'8,5% negli ultimi cinque anni e del 5,6% negli ultimi dodici mesi.

Il problema emerge ancora più chiaramente osservando i dati territoriali. Nel confronto tra marzo 2026 e marzo 2025, l'erogazione del credito è aumentata soltanto a Milano (+4,2%), Cremona (+1%) e Bergamo (+0,8%). Tutte le altre province registrano una contrazione, con le flessioni più marcate a Lodi (-9,4%), Como (-6%), Lecco (-5,4%) e Pavia (-4,8%).

Secondo Stefano Binda, segretario di CNA Lombardia, alla base della riduzione del credito ci sarebbe una combinazione di fattori: da una parte la minore domanda di finanziamenti, legata all'incertezza geopolitica e alla difficoltà delle imprese nel pianificare gli investimenti; dall'altra un irrigidimento delle procedure di valutazione da parte del sistema creditizio.

E proprio qui si trova uno dei nodi della ripresa lombarda. Gli investimenti sono infatti previsti in crescita del 2,7% nel 2026, dopo la contrazione del 4,4% del 2024. La ripresa degli investimenti è quindi un segnale positivo, ma rischia di essere frenata se le micro e piccole imprese incontrano sempre maggiori difficoltà nell'accesso al credito.

A complicare il quadro ci sono i prezzi. L'inflazione lombarda, dopo i picchi del 2022 e del 2023, ha ripreso a crescere: nel primo semestre 2026 l'aumento dei prezzi al consumo è stato del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, contro l'1,5% dell'anno precedente. Dal 2021 l'incremento cumulato raggiunge il 19,4%.

Alcune voci di spesa hanno registrato aumenti molto più elevati: abitazione, acqua ed energia +45,4%, servizi ricettivi e ristorazione +28,9%, alimentari e bevande +24,1% rispetto al 2021.

È quindi possibile leggere sotto una luce diversa anche il dato sui consumi. La previsione per il 2026 è di una crescita dello 0,7%, ma secondo CNA Lombardia questo aumento deve essere interpretato insieme all'inflazione: la spesa delle famiglie cresce, ma non necessariamente il loro effettivo potere d'acquisto.

Il risultato è un'economia lombarda che mostra segnali di tenuta, ma nella quale la ripresa rimane esposta a due fragilità: la difficoltà delle piccole imprese nell'accesso al credito e la perdita di potere d'acquisto dei consumatori.

È probabilmente questo il punto più delicato del quadro tracciato dal Terzo Focus 2026: non tanto capire se la Lombardia crescerà, quanto capire quanto questa crescita sarà accessibile alle imprese più piccole e quanto sarà realmente percepibile dalle famiglie.


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