Dall’idraulico al panettiere: la guerra in Iran arriva fino alle botteghe milanesi

 



Quando si parla di tensioni internazionali, si tende a immaginare effetti lontani dalle attività quotidiane. Ma per molte imprese artigiane milanesi le conseguenze potrebbero diventare molto concrete.

L’idraulico che attraversa la città per diversi interventi al giorno, il tecnico manutentore che effettua cinque o sei chiamate quotidiane, il panificio che deve sostenere contemporaneamente i costi energetici e quelli delle consegne: sono queste le realtà che rischiano di subire l’impatto dei rincari legati alla crisi in Medio Oriente.

Secondo l’analisi di CNA Milano, l’aumento del costo del gasolio potrebbe tradursi in quasi 1.000 euro annui aggiuntivi per un singolo artigiano dotato di un furgone, con costi che aumentano sensibilmente per chi utilizza più mezzi.

«Si tratta di una nuova tassa occulta che colpisce soprattutto chi non ha grandi margini di assorbimento», spiega Matteo Reale, presidente di CNA Milano.

Il timore è che la pressione economica finisca per coinvolgere non soltanto le imprese, ma anche i cittadini: quando aumentano i costi di chi produce, consegna e fornisce servizi, gli effetti possono propagarsi lungo tutta la filiera.

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