Legge sui falsi “artigianali”: sanzioni e multe per i trasgressori. CNA Milano: “Valorizzare e proteggere l’artigianato italiano significa tutelare Milano e la sua identità economica e culturale”
Il termine “artigianale” non potrà più essere usato come
un’etichetta di comodo. Entra infatti in vigore la nuova normativa
introdotta dalla legge annuale per le PMI (Legge 34/2026),
che regolamenta in modo chiaro, l'utilizzo del riferimento all’artigianato
nella pubblicità di prodotti e servizi. Entra infatti ufficialmente in vigore
la Una svolta che cambia il paradigma: “artigianale” torna a significare ciò
che dovrebbe essere, ossia il lavoro effettivo di un artigiano.
La norma introduce sanzioni
particolarmente dure: chi usa impropriamente la parola “artigianale” rischia
una multa pari all’1% del fatturato, con un minimo fissato a 25.000 euro.
Una deterrenza mai vista prima, che segna la fine del marketing creativo
scollegato dalla produzione reale.
Soddisfazione da parte di CNA Milano,
che da tempo denuncia l’abuso crescente del termine e il danno generato a
imprese e consumatori. Negli ultimi anni il mercato ha visto un’esplosione di
prodotti dichiarati handmade senza alcun requisito reale: un fenomeno che,
secondo le stime CNA, incide sul settore artigiano per centinaia di milioni di
euro l’anno in concorrenza sleale e perdita di valore percepito.
Il principio è semplice: l’artigianato non
è uno slogan, ma un mestiere. E ora la legge lo tutela. Dalla gelateria
alla moda, dal design al food, non basterà più evocare tradizione e manualità.
Serviranno competenze, processi, laboratori veri. Il “gelato artigianale” dovrà
nascere da lavorazioni reali, non da basi industriali in polvere; il “tavolo artigianale”
non potrà essere un effetto legno su catalogo; l’abito “sartoriale” richiederà
mani esperte, non software; la “pizza artigianale” dovrà dimostrare lievitazione
e lavorazioni autentiche, non scorciatoie di filiera.
“Il lavoro artigianale
italiano ha una dignità che ci invidiano in tutto il mondo - afferma Matteo Reale, Presidente CNA
Milano -. Questo provvedimento rende finalmente merito a chi ogni giorno trasforma
capacità, competenze e passione in valore concreto, e offre una garanzia in più
per il consumatore finale, che non rischierà più di essere disorientato da
comunicazioni ambigue o ingannevoli. In una città come Milano, dove la
creatività incontra l’innovazione e dove il mercato è particolarmente
competitivo, è fondamentale che l’identità artigiana sia riconoscibile,
tutelata e raccontata con chiarezza. Qui più che altrove il saper fare
autentico deve emergere con forza: perché rappresenta un tratto distintivo del
nostro territorio, una risorsa economica strategica e un patrimonio culturale
che alimenta la qualità della vita e dell’intero tessuto urbano. Rafforzare la
trasparenza e la riconoscibilità dell’artigianato - prosegue - significa quindi non solo proteggere chi lavora con
serietà, ma anche consentire ai cittadini milanesi e a tutti i visitatori di
riconoscere, scegliere e apprezzare il vero valore del nostro saper fare.”

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