Festival di Sanremo, tra eros e trasgressione: ecco la playlist più provocante secondo Wyylde
Samurai
Jai, Elettra Lamborghini e Chiello portano all’edizione 2026 del Festival di
Sanremo brani che trattano temi come il desiderio e la sessualità. Racconti,
perversioni, desiderio che hanno fatto la storia della musica, ripresi dalla community
di Wyylde, il social network europeo dedicato dedicata alla sessualità libera, che
ha votato le canzoni più audaci e sensuali di sempre, stilando nei giorni del
Festival di Sanremo una classifica che racconta un lato più intimo e meno
istituzionale della musica.
Le
canzoni più audaci e seducenti secondo la community di Wyylde
Anna Oxa
— “Un’emozione da poco” (1978)
Sabrina
Salerno & Jo Squillo — “Siamo donne” (1991)
Paola
& Chiara — “Furore” (1997)
Måneskin
— “Zitti e buoni” (2021)
Rosa
Chemical — “Made in Italy” (2023)
Patty
Pravo – “Pensiero Stupendo” 1978
Insight generazionali e culturali
Dall’iconica
Anna Oxa – “Un’emozione da poco” fino a Patty Pravo – “Pensiero Stupendo”, la
classifica Wyylde, secondo le preferenze degli utenti, mostra come le parole e
la musica possano accendere il desiderio in modi sottili o diretti. In
“Un’emozione da poco”, la voce ipnotica di Oxa e il testo carico di tensione
emotiva trasformano l’attrazione in un gioco di seduzione, mentre Patty Pravo
con “Pensiero Stupendo” esplora il desiderio e la fantasia sessuale con
immagini sensuali come “Sogno che tu mi tocchi / Come voglio io”, evocando
libertà, brivido e ribellione ai tabù dell’epoca.
erotica
trasformano l’Ariston in un palco di seduzione consapevole. Le parole diventano
scintille che accendono la fantasia, anticipando concetti oggi mainstream di
empowerment e consapevolezza del desiderio.
- Samurai Jay –
“Ossessione”: riferimenti espliciti al desiderio fisico, con frasi come “Tra
noi sarà solamente una noche de sexo” e immagini di letti e momenti
condivisi.
- Elettra Lamborghini
– “Voilà”: allusioni più sottili a intimità e vicinanza corporea, in linee
che evocano notti e contatto sensoriale.
- Chiello – “Ti penso
sempre” e altri brani: immagini di letti e notti condivise che
suggeriscono sensualità in chiave metaforica, intrecciata con emozioni e
relazioni.
Questa
narrativa riflette anche un confronto generazionale: artisti più esperti
raccontano l’intimità in modo riflessivo e romantico, mentre le voci giovani
introducono riferimenti più diretti al desiderio e all’esperienza fisica. Il
risultato è un incastro perfetto composto da sensualità, emozione e libertà
espressiva, dove passato e presente dialogano e si fondono sul palco e nei
testi.
Mentre sul
palco si canta l’amore, fuori dalle luci dell’Ariston la community Wyylde alza
il volume su un’altra frequenza: quella del desiderio. Perché la musica non
racconta solo i sentimenti, li accende.

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