AI: entro il 2030 nasceranno 170 milioni di nuovi posti di lavoro e quasi il 40% delle competenze di oggi subirà trasformazioni ACER supporta l’uso dell’AI nelle scuole europee per sviluppare competenze, consapevolezza digitale e professioni del futuro
Sanremo, 26 febbraio 2026 - L’intelligenza artificiale sta ridefinendo profondamente il rapporto tra tecnologia, apprendimento
e lavoro, in un contesto in cui la trasformazione digitale incide sempre più
sulle competenze richieste dal mercato. Circa il 93% delle aziende europee si aspetta che l’AI trasformi il proprio business entro il
2030 e, come riferito Future of Jobs report 2025 del World Economic Forum,
la trasformazione tecnologica porterà alla creazione di
170 milioni di nuovi posti di lavoro, mentre una quota
significativa delle competenze attuali (circa 92 milioni) è destinata a
cambiare o a diventare obsoleta. In particolare, quasi il 40% delle
competenze oggi utilizzate nel lavoro subirà profonde trasformazioni.
È proprio in questo scenario che Acer EMEA promuove iniziative di confronto e formazione rivolte al mondo della
scuola. In quest’ottica, la multinazionale ha incontrato gli studenti del Liceo Musicale G. D. Cassini di Sanremo per un momento di approfondimento dedicato al ruolo dell’AI
nell’educazione e nella trasformazione delle competenze richieste dalle
professioni del futuro. A guidare l’incontro è stata Cristina Pez, Commercial Director
B2B and Education, che ha illustrato agli studenti la visione dell’azienda sul
rapporto tra tecnologia, apprendimento e sviluppo delle competenze, presentando
le iniziative per l’education e le esperienze maturate nei progetti europei
dedicati all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei contesti
scolastici.
L’Europa considera ormai l’intelligenza artificiale una priorità strategica per
il sistema educativo. Secondo il Rapporto 2025 Artificial Intelligence in
School Education pubblicato da European Schoolnet, 13 Paesi su 23
considerano l’AI nell’istruzione come una priorità elevata e la introducono in
primis per migliorare
l’efficacia dell’insegnamento e dell’apprendimento, preparare gli studenti alle
esigenze future del lavoro e alleggerire il carico amministrativo dei docenti. Oggi, infatti, oltre la metà del lavoro degli insegnanti è composta da
attività amministrative e organizzative, un ambito in cui l’AI può offrire un
supporto concreto. Parallelamente, 20 Paesi Europei
su 23 hanno già o stanno sviluppando politiche nazionali
e/o linee guida sull’AI in educazione con
attenzione a etica, protezione dei
dati, formazione dei docenti e integrazione nei curricula
scolastici.
Uno dei temi centrali dell’incontro ha riguardato l’utilizzo responsabile dell’intelligenza
artificiale. Agli studenti è stato illustrato come
l’adozione di queste tecnologie richieda attenzione a elementi fondamentali
quali etica, trasparenza, sicurezza dei dati e supervisione umana. Il principio
guida condiviso a livello europeo è chiaro: l’AI non deve sostituire il
pensiero umano, ma supportarlo. La pedagogia deve sempre precedere la
tecnologia e l’uso degli strumenti deve essere accompagnato da consapevolezza
critica.
Sono stati inoltre presentati esempi reali di applicazione
dell’intelligenza artificiale nella scuola. In Estonia, ad esempio, è stato avviato un programma nazionale che prevede licenze
e formazione AI per i docenti e l’estensione dell’accesso agli strumenti di
intelligenza artificiale a circa 30.000 studenti delle scuole secondarie
superiori, con l’obiettivo di sviluppare competenze metacognitive, capacità di
analisi delle informazioni e pensiero critico.
Nel corso dell’incontro, Acer ha condiviso proprie esperienze educative
in diversi Paesi europei, tra cui workshop dedicati alla comprensione delle
fake news, attività STEM e conferenze nazionali sull’intelligenza artificiale
che hanno coinvolto studenti in percorsi di alfabetizzazione tecnologica avanzata.
Inoltre ha condiviso la propria esperienza nei progetti pilota dedicati
all’innovazione didattica, tra cui AI Classroom, iniziativa sviluppata in collaborazione con Intel e attiva in diversi
Paesi europei, Italia compresa. Il progetto consente agli insegnanti di
utilizzare strumenti di intelligenza artificiale per pianificare lezioni,
personalizzare i contenuti didattici, analizzare i risultati degli studenti e
ottimizzare attività amministrative e organizzative.
“In Acer crediamo che l’intelligenza artificiale non sia solo una
tecnologia emergente, ma una competenza culturale che le nuove generazioni
devono comprendere e saper utilizzare in modo consapevole - afferma Cristina Pez, Commercial Director B2B and Education di Acer EMEA -. Il nostro impegno, attraverso Acer for Education, è accompagnare
scuole e studenti in questo percorso offrendo strumenti concreti, formazione e
modelli didattici innovativi. L’AI non sostituisce l’apprendimento: lo rende
più personalizzato, più accessibile e più vicino alle sfide del mondo reale.
Preparare gli studenti oggi significa aiutarli a collaborare con la tecnologia,
sviluppando pensiero critico, responsabilità e autonomia».

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