Dall’università al lavoro: oltre l’80% degli studenti all’estero ha già un’offerta
Sempre più studenti italiani guardano all’estero per costruire il
proprio percorso universitario, attratti da modelli formativi più orientati
all’esperienza pratica, al contatto diretto con le aziende e a un inserimento
più rapido nel mondo del lavoro.
È uno dei segnali emersi durante la Fiera
Universitaria Internazionale organizzata da Valdo Academics, che si è
svolta sabato al campus torinese della ESCP Business School e che ha visto la
partecipazione di 400 studenti da oltre 30 Licei e scuole internazionali che
hanno incontrato 49 Atenei provenienti da 12 Paesi, tra cui Stati
Uniti, Giappone, Regno Unito, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Svizzera, e Svezia.
L’evento ha riunito studenti e famiglie interessati a conoscere corsi di
laurea, master e opportunità di studio a livello globale.
“Le università di business ed economia presenti in Fiera possono
vantare delle statistiche impensabili per gli Atenei italiani. – spiega Roberto
Valdo Cortese, founder di Valdo Academics - Oltre il 95% dei laureati trova
lavoro entro 6 mesi. Addirittura l’83% degli studenti della Stockholm School
of Economics, riceve un’offerta di lavoro prima della laurea. Diversi istituti
oggi qui presenti, come la Fontys University of Applied Sciences in Olanda o la
giapponese Nagoya Commerce and Business School prevedono percorsi in cui gli
studenti entrano in contatto con il mondo aziendale già dal primo anno di
laurea. In questo modo stage curricolari e programmi di apprendistato
diventano parte integrante del percorso formativo, permettendo agli studenti di
sviluppare competenze pratiche durante gli studi e di arrivare alla laurea con
un bagaglio di esperienza concreta che facilita l’ingresso nel mercato del
lavoro. Non c’è solo teoria ma anche tanta pratica.”
Uno dei principali dubbi delle
famiglie riguarda il costo degli studi all’estero. Tuttavia, secondo gli
esperti di Valdo Academics, la situazione è molto più articolata di quanto si
immagini.
“Spesso si pensa che studiare
all’estero sia proibitivo – continua Roberto Valdo - In realtà il costo
dipende molto dal Paese e dall’orizzonte temporale con cui lo si valuta. Frequentare
le più prestigiose università olandesi vuol dire spendere meno di €3000 l’anno
in rette universitarie. Certo, le università inglesi possono costare dieci
volte tanto, ma se consideriamo un orizzonte temporale di 6-7 anni, un
laureato presso un’università come la UCL a Londra probabilmente vanterà 4 anni
di lavoro molto ben retribuito.
Uno scenario molto diverso dal
panorama italiano. Una corretta analisi costi-benefici dovrebbe quindi tenere
conto non solo di un periodo più ampio, ma anche della possibilità di entrare
prima nel mondo del lavoro. Diversi grandi Atenei americani, come Harvard
per esempio, pur avendo costi elevati (circa 90mila dollari all’anno)
prevedono borse di studio complete a chi proviene da una famiglia con una
RAL combinata di meno 200.000 dollari l’anno oppure per meriti sportivi. Questo
significa che la maggior parte delle famiglie Italiane rientrerebbe facilmente
nei criteri di accesso a queste borse di studio.
Nonostante queste opportunità,
studiare all’estero è ancora considerato un privilegio per pochi. Noi di Valdo
Academics lo osserviamo direttamente: circa uno studente su due che incontriamo
proviene dal circuito delle scuole internazionali italiane, che dispongono di
risorse specializzate per orientare i ragazzi. Nel sistema pubblico questo tipo
di orientamento è ancora poco diffuso. Speriamo, con eventi come questa fiera
universitaria, di rendere più accessibili delle opportunità che possono
cambiare le vite dei ragazzi.”

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