"Vissi d’arte”: un podcast per capire la lirica prima di andare a teatro
Il podcasting
si conferma uno dei linguaggi più efficaci per raggiungere le nuove
generazioni. In Italia quasi un cittadino su tre ascolta podcast
regolarmente e il 39% ne ha fruito nell’ultimo mese, pari a circa 12
milioni di persone. Generazione Z e Millennials guidano questa tendenza,
attratti da contenuti capaci di trasformare l’ascolto in un’esperienza
immersiva e coinvolgente. È in questo contesto che il podcast si afferma come
uno strumento ideale per avvicinare il pubblico giovane alla musica classica,
offrendo nuove chiavi di accesso a un patrimonio spesso percepito come
distante.
In questo
scenario si inserisce Vissi d’arte, il nuovo podcast della Fondazione
Ugo e Olga Levi, dedicato al mondo dell’opera lirica, parte imprescindibile
dell’identità culturale italiana. I teatri d’opera e i loro protagonisti vivono
da sempre di storie: oggi è il momento di raccontare anche la loro, dando voce
alle figure che hanno costruito, giorno dopo giorno, la grande tradizione
musicale del nostro Paese.
Negli ultimi anni, in Italia, si registra un rinnovato interesse
dei giovani verso la musica classica e l’opera lirica. I dati parlano
chiaro: nel sistema AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) gli
iscritti sono cresciuti del 69% in dieci anni, superando quota 80.000 studenti,
di cui oltre 24.000 nei Conservatori. Alcuni territori raccontano una crescita
ancora più significativa: a Parma le domande di ammissione al Conservatorio
sono aumentate del 32% in soli due anni, mentre a Cosenza e Fermo le iscrizioni
sono addirittura raddoppiate. Anche i teatri lirici intercettano questo
cambiamento: all’Arena di Verona, nel solo 2024, la presenza di spettatori
under 30 è cresciuta del 3%.
Generazione Z e Millennials guidano questa tendenza,
attratti da contenuti capaci di trasformare l’ascolto in un’esperienza
immersiva e coinvolgente. È in questo contesto che il podcast si afferma come
uno strumento ideale per avvicinare il pubblico giovane alla musica classica,
offrendo nuove chiavi di accesso a un patrimonio spesso percepito come
distante.
In questo
scenario si inserisce Vissi d’arte, il nuovo podcast della Fondazione
Ugo e Olga Levi, dedicato al mondo dell’opera lirica, parte imprescindibile
dell’identità culturale italiana. I teatri d’opera e i loro protagonisti vivono
da sempre di storie: oggi è il momento di raccontare anche la loro, dando voce
alle figure che hanno costruito, giorno dopo giorno, la grande tradizione
musicale del nostro Paese.
Ogni episodio è
un viaggio unico, che unisce racconto e ascolto, attraversando momenti di
gioia, difficoltà e ispirazione. Dai palcoscenici più celebri alle pieghe
intime della vita degli artisti, per portare l’ascoltatore dentro il cuore
pulsante della creatività operistica.
Le sette puntate,
di cui si compone Vissi d’arte, sono state scritte da un gruppo di giovani
musicologi che collaborano da anni con la Fondazione Levi: Giovanni
Meriani, Alessandro Avallone, Daniele Palma, Alexandre Piret, Antonella Manca,
Paola Budano e Chiara Girlando. Ancora una volta, la Fondazione conferma il
proprio impegno nel sostenere e valorizzare le nuove generazioni della
musicologia italiana.
La voce
narrante è affidata a Alessandro Avallone, mentre la cura del progetto è
di Paola Cossu, che da tempo coordina attività di ricerca e
valorizzazione presso la Fondazione. La produzione è firmata da Studio
Pase, garanzia di qualità e attenzione al suono, con al pianoforte Silvio
Bortolozzo.
Il tema
musicale che accompagna la voce del narratore, è un brano tratto dal
Quartetto Cetra, ambientato idealmente in un vecchio palco della Scala:
una musica ironica e raffinata che parla di opera dal punto di vista di chi la
vive quotidianamente, tra palcoscenico e retroscena.
Il podcast ha
debuttato su Spotify lunedì 19 gennaio 2026, e nei 6 lunedì successivi sarà
completato l’interi ciclo dei 7 episodio. Attraverso carte d’archivio, voci di
esperti e testimonianze di chi ancora oggi “vive d’opera”, Vissi d’arte costruisce
una galleria di ritratti vivaci e talvolta irriverenti. Ogni episodio è
dedicato a uno dei protagonisti fondamentali del mondo operistico — compositore,
librettista, cantante, impresario, editore, pubblico e maestranze —
svelandone fragilità, passioni e ingegno.
A dare vita ai
documenti storici, quattro cantautori italiani hanno prestato la propria voce
alle letture: Pierpaolo Capovilla, Andrea Laszlo De Simone, Marco Scaramuzza
e Alessandro Ragazzo.
Ogni episodio
vede inoltre la partecipazione di uno specialista: Lorenzo Ferrero, Vincenzina
Ottomano (Università Ca’ Foscari Venezia), Pierluigi Ledda (Archivio
Ricordi), Eugenio Refini (New York University), Attilio Cantore
(MusicPaper).
L’ultima
puntata offre uno sguardo prezioso e autentico su chi, lontano dai riflettori,
costruisce quotidianamente la magia del teatro. Protagoniste le voci di alcune
tra le più importanti maestranze dell’opera: Margherita Palli (scenografa),
Claudio Coloretti (light designer), Gabriele Mayer (costumista), Ursula
Patzak (costumista).
L’identità grafica
nasce da un percorso di Formazione Scuola-Lavoro realizzato con il Liceo
Artistico Statale M. Guggenheim di Venezia, un progetto che ha valorizzato la
creatività e le competenze degli studenti coinvolti e che ha visto il lavoro di
Filippo Paneghel distinguersi e ottenere il riconoscimento finale.
Gli episodi
Il viaggio di Vissi d’arte prende avvio da Giuseppe Verdi e dal tema dell’autorialità. Nel primo episodio, Compositore ritardatario, una celebre lettera del 1871 diventa lo spunto per interrogarsi sul ruolo del compositore: genio solitario o parte di un laboratorio collettivo? Attraverso la genesi di Luisa Miller emerge la natura corale del melodramma, frutto del lavoro condiviso di librettisti, editori e impresari accanto al compositore.
Nel secondo
episodio, Un librettista sboccato, l’attenzione si sposta proprio sui
librettisti, veri artigiani della parola spesso dimenticati. Figure come
Rinuccini, Metastasio, Cammarano e Piave hanno scritto versi capaci di guidare
la musica, costruire personaggi memorabili e resistere alla censura, pur
restando nell’ombra dei grandi compositori.
Un cantante
capriccioso porta al centro i cantanti e le loro voci, trasformate in
oggetti di culto. Dalle leggende su Francesco Tamagno alle mitologie che
circondano Maria Callas, emerge la potenza quasi sacra del canto lirico, capace
di commuovere e di generare un vero e proprio feticismo sonoro, dove vita
privata e scena si confondono nello sguardo del pubblico.
L’attenzione
passa poi a Un impresario audace, figura fondamentale ma spesso
invisibile. Abili uomini d’affari come Domenico Barbaja o Bartolomeo Merelli
seppero coniugare intuito artistico e rischio economico, costruendo stagioni
memorabili ma sempre in bilico tra gloria e bancarotta. Senza di loro, l’opera
semplicemente non sarebbe stata possibile.
Un editore
accorto è una puntata dedicata a Casa Ricordi, con un focus sull’editoria
musicale. Dalla fondazione nel 1808 alle intuizioni di Giulio Ricordi, la casa
editrice si afferma non solo come protettrice dei compositori e delle loro
opere, ma anche come promotrice di nuovi talenti e custode di un patrimonio
straordinario. L’Archivio Storico Ricordi conserva ancora oggi due secoli di
memoria musicale.
Con Un
pubblico fetente, il viaggio si conclude in platea, raccontando gli
spettatori dell’opera tra Sette e Ottocento: rumorosi, faziosi e passionali,
capaci di trasformare ogni spettacolo in un’arena sociale e politica. Un
pubblico che decretava successi o fallimenti tra applausi, fischi e persino
risse e che, oggi più composto, continua comunque a dimostrare come l’opera
resti un’arte viva, capace di accendere dibattiti e passioni.
Dietro le
quinte è una puntata a sé che raccoglie le testimonianze di chi opera
dietro le quinte dei teatri, e che, ogni giorno, contribuisce a creare la magia
dell’opera e a coinvolgere il pubblico, dal loggione alla platea.
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