Lombardia, nel 2026 crescita lenta tra incertezze globali e caro vita
Le previsioni del 2026 per l’economia lombarda
raccontano di una regione che continua il proprio percorso di crescita, debole e
con poco ritmo. Le tensioni internazionali e l’incertezza geopolitica
continuano a pesare inevitabilmente sullo scenario economico nazionale e
regionale, tanto che per il 2026 le proiezioni indicano un PIL in
timido aumento dello 0,7%. Anche le previsioni di crescita degli Investimenti
restano tiepide e si assestano nel nuovo anno a +0,7%; stesso discorso
per le proiezioni relative ai Consumi che restano ferme a un +0,7%.
Sono questi alcuni dei numeri forniti da CNA
Lombardia nel Primo Focus 2026 sull'andamento dell'economia
regionale, realizzato dal Centro Studi Sintesi.
PIL, investimenti e
consumi
Nel 2025 il PIL regionale ha fatto registrare un +0,6%,
mentre come da proiezione il PIL nel 2026 dovrebbe assestarsi attorno a un
+0,7%. Bisogna segnalare che dal 2023 in poi la Lombardia non ha più
registrato tassi di crescita superiori all'1%. Mentre nel periodo 2021-2025, il
PIL lombardo dovrebbe crescere complessivamente del 6,6%, restando al di sotto
della crescita cumulativa stimata per l’intero Paese (+7,1%).
Dal punto di vista degli Investimenti nel 2025 sono cresciuti del 2,4%,
mentre nel 2026 si prevede una flessione importante con una crescita che
cala fino allo 0,7%. Dopo lo stallo del 2024, il 2025 vede una ripresa
degli investimenti (+2,4%) favorita dal completamento delle opere previste dal
PNRR. Tra il 2021 e il 2025 la crescita degli investimenti in Lombardia ha
superato i 27 punti percentuali confermando una dinamica più accelerata che nel
complesso del Paese.
Sul fronte Consumi il 2025 si attesta su un ritmo moderato di crescita
(+0,6%) pari a quello stimato a livello nazionale e connesso ad un
incremento delle retribuzioni e dell’occupazione. Per il 2026 le previsioni
indicano un sostanziale mantenimento dei ritmi di crescita dei consumi
dell’ultimo biennio, +0,7%. Nel quadriennio 2021-2025, invece, la crescita
dei consumi delle famiglie lombarde (+8,4%) risulta solo lievemente più
consistente di quella nazionale (+8,2%).
“Le stime parlano per la Lombardia di una crescita moderata del PIL,
specialmente se guardiamo all’arco temporale 2021-2025 - afferma Giovanni
Bozzini, Presidente di CNA Lombardia -. I consumi delle famiglie restano
timidamente in ripresa, rispecchiando il trend del periodo. Sicuramente avremmo
bisogno di consolidare libertà di impresa e stimoli fiscali. I numeri degli
investimenti invece sono chiari: molta dell’accelerazione nella fase di uscita
dalla pandemia è merito dei bonus fiscali per l’edilizia e dal completamento
delle opere PNRR. Si è registrato uno stallo nel 2024, ma il 2025 ha finalmente
segnato una piccola dinamica di ripresa.”
Occupazione ed Export
In Lombardia, nel 2025, il numero degli occupati si
conferma in crescita dello 0,8% rispetto al terzo trimestre dell’anno
precedente, con +34.363 occupati. Nel confronto con il terzo trimestre
2021, la crescita occupazionale fa segnare 256 mila occupati in più, pari ad un
aumento del 6%. il comparto più dinamico risulta essere quello del commercio e
dei servizi ristorativi e alberghieri.
Per quanto concerne invece l’export della Lombardia per il 2025
è sostanzialmente stabile (+0,4%) malgrado le tensioni commerciali
internazionali. L’export regionale dei primi nove mesi del 2025 supera i 123
miliardi di euro e mostra un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo
del 2021. più consistente la crescita nel comparto gioielli-occhiali-medicale
(+51%) e nell’agroalimentare (+49%).
A livello territoriale, Cna Lombardia analizza il trend 2021-2025:
da questa indagine si può notare come l’export sia cresciuto a Lodi (+72,1%), a
Pavia (+46,6%), a Monza e Brianza (+45,9%), a Sondrio (+43,5%), a Lecco (+29,2%),
a Varese (+28%), a Milano (+23%), a Bergamo (+21,1%), a Cremona (+13,5%), a
Como (+10,2%), a Brescia (+9,7%) e a Mantova (+5,2%).
“L’occupazione in crescita è evidente dal 2021, ma dobbiamo molto
focalizzare i settori in cui è cresciuta: commercio, servizi ricettivi e
alberghieri, ma anche digitale e servizi alle imprese - sottolinea Bozzini
-. Abbiamo bisogno di valorizzare questi risultati senza perdere di vista il
tema di un “valore aggiunto” di tali nuovi posti di lavoro. L’export non ha
apparentemente subito gravi scossoni nel 2025. I numeri tengono. Forse la
grande crescita del primo semestre è dovuta anche al fatto che si temevano le
politiche protezionistiche dell’amministrazione USA.”
Imprese attive e
imprese artigiane
A settembre 2025 le imprese attive in Lombardia superano
le 815.000 unità. Negli ultimi quattro anni si sono perse quasi 8 mila
imprese facendo registrare una flessione dell’1% da settembre 2021 a settembre
2025. Ma la contrazione del tessuto imprenditoriale è stata, in Lombardia, più
contenuta che a livello nazionale (-2,5%). I servizi alle imprese avanzano,
mentre il commercio continua a registrare una significativa flessione. Dal
punto di visto provinciale e per quanto riguarda il trend 2021-2025 le imprese
attive fanno registrare solo a Milano un segno positivo (+2,3%). Nelle altre
province si segnala un calo a partire da Mantova (-6,8%), Lecco (-5%), Lodi
(-4,4%), Sondrio (-4,4%), Cremona (-4,2%), Varese (-4,2%), Pavia (-3,3%), Como
(-3,1%), Bergamo (-2,3%), Monza e Brianza (-1,2%) e Brescia (-1,2%).
La crisi dell’artigianato prosegue invece inesorabile. A settembre
2025 le imprese artigiane attive sono 229.753, in calo di 2.358
unità (-1%) rispetto a settembre 2024. Anche nell’ultimo trimestre, il
saldo è negativo (-894 imprese rispetto al 30 giugno 2025) e determinato quasi
esclusivamente da costruzioni (-0,6%) e produzione (-0,7%).
Per quanto riguarda i territori, la ricerca ha analizzato il trend
2021-2025 ed è emerso che tutte le province hanno fatto registrare un calo
importante dell’artigianato: fanalini di coda Mantova (-8,7%), Como (-8,2%) e
Lecco (-7,9%). Seguono Pavia (-6,8%), Cremona (-6,7%), Brescia (-6,1%), Bergamo
(-5,6%), Lodi (-5,2%), Sondrio (-4,1%), Monza e Brianza (-3,9%), Varese
(-3,7%), mentre chiude Milano (-2,6%).
Prestiti alle imprese
e Inflazione
Dal 2021 a oggi i prestiti alle aziende lombarde si sono
ridotti del 3,5% con minori erogazioni nette per 7 miliardi di euro.
A soffrire sono soprattutto le piccole imprese (-23,8%) che sono destinatarie
solo del 9% dei presiti netti totali. Tra i settori, le costruzioni registrano
il calo più marcato (-24,2%) mentre i servizi sono l’unico comparto che vede
crescere l’importo erogato (+3,3%).
A livello locale, prendendo come riferimento sempre il trend 2021-2025,
sono nette le differenze tra provincia e provincia: le sole con un segno
positivo sono Milano (+5,2%) e Mantova (+0,8%). Tutte le altre sono in pesante
flessione a partire da Pavia (-23,7%), Varese (-22,5%), Como (-19,1%), Sondrio
(-18,5%), Lecco (-16%), Brescia (-15,4%), Monza e Brianza (-10,5%), Cremona
(-10,5%), Bergamo (-9,2%) e Lodi (-0,8%).
A pesare non poco sui consumi è sicuramente l’inflazione, con
shock globali che hanno alimentato una forte pressione: nei primi dieci mesi
del 2025 i prezzi in Lombardia sono aumentati del +1,4%; mentre rispetto
allo stesso periodo del 2021, la variazione complessiva è pari al 16,7%. Le
voci più colpite: abitazione, acqua e energia (+38,6%), servizi ricettivi e
ristorazione (+23,4%) e alimentari e bevande (+22,2%).
“Dobbiamo tuttavia lanciare due
segnali di allarme veri - evidenzia il Presidente di CNA
Lombardia - il primo riguarda il costo della vita e del fare impresa: +22%
per il segmento alimenti e bevande, +38% per il segmento casa, energia, acqua.
Famiglie ed imprese così faticano eccessivamente. Il secondo segnale di allarme
concerne i prestiti alle imprese. La contrazione rispetto al 2021 è paurosa e
riguarda soprattutto le micro e piccole imprese. Nel 2025 le piccole imprese
hanno ricevuto 18 miliardi, le medio-grandi 174 miliardi di euro. E il nostro è
un tessuto fatto di micro e piccole imprese per oltre il 90%.”

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