Una nuova panchina rossa per le donne: design e tecnologia 3D a Milano in un simbolo contro la violenza di genere
Dall’impegno
condiviso delle start-up italiane Aivox e Whitelabel,
delle aziende Treddy e Acerboni Cubicatura e dello studio Giuseppe
Tortato Architetti
nasce la sesta panchina rossa del Gruppo Unipol e della Fondazione
Libellula:
un simbolo concreto della lotta contro la violenza sulle donne.
Un simbolo per le donne
In
occasione della giornata mondiale contro la violenza di genere, la città di Milano
si arricchisce di un nuovo elemento pensato per rappresentare concretamente l’impegno
contro la violenza sulle donne. La piazza antistante la sede di Unipol nel
capoluogo lombardo si arricchisce infatti di una panchina rossa dalle forme
fluide, che avvolge un cespuglio di corbezzolo: una pianta dal forte
significato simbolico, che allude tanto ai colori della bandiera italiana (con
il rosso dei frutti, il bianco dei fiori e il verde delle foglie) quanto alla
resilienza. alla speranza e alla rinascita, dal momento che fiorisce e
fruttifica nei mesi più freddi dell’anno.
Il segno concreto di un impegno condiviso
La
nuova panchina è il sesto tassello di un progetto che coinvolge diverse città d’Italia,
e che è nato nel 2019 con la prima panchina rossa nei giardini di Porta
Europa a Bologna. Da allora, il Gruppo Unipol ha ampliato questa rete
simbolica: nel 2020 nella piazza della Torre Unipol a Bologna, la terza nel
2021 presso TEH DAP – Dei Missaglia Art Park a Milano, la quarta nel 2022 in
Galleria San Federico a Torino e la quinta nel 2023 in Piazza della Libertà a
Firenze.
Aziende innovative al servizio della
società
La
nuova panchina rossa è stata realizzata grazie al contributo determinante delle
start-up italiane Aivox e Whitelabel, che insieme a Treddy (per la tecnologia
di produzione 3D LFAM con l'utilizzo di materiale sostenibile) e Acerboni
Cubicatura (per il trattamento di Verniciatura con prodotti di alta qualità)
hanno sostenuto il progetto dello studio Giuseppe Tortato Architetti coordinato
dal design strategist Mauro Magnoni.
Dall’unione delle rispettive competenze e dalla condivisione degli stessi valori
ha dato come risultato la creazione di un oggetto che vuole essere molto più di
un elemento statico del panorama urbano: si tratta di un catalizzatore di
riflessione, una vera e propria esperienza destinata a toccare corde emotive e
intellettuali.
La bellezza e la sostenibilità come
rimedio alla violenza
La
forma organica della panchina e la presenza della componente vegetale – fornita
da Frassinago –testimoniano il proposito di rispondere alla violenza con la
bellezza della natura, evocando la protezione accogliente e rassicurante del
ventre materno ma al tempo stesso la forza femminile tout court, carica di
energia e determinazione. Il colore rosso inoltre rafforza il messaggio di
opposizione alla violenza, rendendo la panchina un’icona riconoscibile.
In più la scelta di materiali riciclati innovativi e l’impiego tecnologie di
lavorazione avanzate sono stati impiegati per conferirle un’estetica
contemporanea e duratura, mentre l’integrazione di QR code o tecnologie simili
potrebbe arricchirne la funzione, consentendo l’accesso a contenuti educativi e
di sensibilizzazione, creando un ponte tra il simbolo fisico e la rete
digitale.
Una sensibilizzazione sempre più
necessaria
Nei
primi sei mesi del 2024, il numero antiviolenza 1522 ha registrato
oltre 30.000 chiamate di richiesta d’aiuto, confermando l’urgenza di
intensificare il contrasto alla violenza di genere. E la tecnologia, oggi più
che mai, si rivela un potente alleato per amplificare messaggi cruciali e
sensibilizzare l’opinione pubblica su temi fondamentali. Anche la creazione della
bellezza fa la sua parte, e per questo
motivo le aziende coinvolte hanno abbracciato i valori del progetto e messo in
campo un impegno che prescinde dalla semplice attività professionale, prestando
gratuitamente le rispettive competenze al servizio dell’impegno sociale portato
avanti da Fondazione Libellula e Unipol.
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