Economia lombarda 2024, peggiorano le prospettive di crescita, in due anni prezzi aumentati del 13,7%
Proiezioni 2024: PIL +0,8% - Investimenti +0,1% - Consumi +1,2%
CNA Lombardia: “Situazione economica di tiepida crescita con performance abbastanza positive nei servizi, commercio e turismo. Ma troppo alta la pressione subita dalle micro e piccole imprese sul costo del denaro”
Sulla stessa lunghezza d’onda anche
la crescita dei consumi +1,2%,
in rallentamento rispetto ai valori
dell’anno precedente. Preoccupante anche la tendenza degli investimenti,
che dopo anni di crescita impetuosa nella regione sono destinati a rallentare sensibilmente, solo
+0,1%, sia rispetto all’anno
precedente sia in riferimento alle stime dell’autunno scorso: una frenata imputata
al rialzo dei costi di finanziamento, alle condizioni più rigide di accesso al
credito e all’esaurirsi degli effetti legati agli incentivi nell’edilizia.
“In generale, potremmo parlare
di una situazione economica di tiepida crescita con performance abbastanza
positive molto settorialmente concentrate - afferma Giovanni
Bozzini, Presidente di CNA Lombardia
-. Bene i servizi, il commercio, alberghi e ristoranti, bene soprattutto il
turismo. Sono questi i settori che permettono all’economia regionale di segnare
76 mila occupati in più a fine 2023 rispetto al 2022”.
Vista la situazione europea e
internazionale occhi puntati anche sulle esportazioni. Dopo il
biennio 2021-2022, contrassegnato da un progresso significativo dell’export
della Lombardia, i dati
gennaio-settembre 2023 indicano una debole crescita rispetto all’anno
precedente (+1,6%). Si osservano
performance positive rispetto al 2022 per meccanica (+6,5%), sistema moda
(+6,8%) e agroalimentare (+7,8%), mentre il valore delle esportazioni nella
metallurgia (-6,5%), nella chimica-gomma-plastica (-3,9%) e nel sistema casa
(-1,3%) evidenzia contrazioni significative. Segnali contrastanti, invece,
dalle varie province: molto bene Sondrio (+9,3%), Monza Brianza (+8,9%) e Lodi
(+8,5%); seguono Bergamo (+4,7%), Milano (+4,7%), Varese (+2,4%), Lecco (+2%) e
Pavia (+0,3%). In peggioramento, invece, Mantova (-11,5%), Brescia (-6,6%),
Cremona (-6,3%) e Como (-0,6%).
“Dopo il primo rimbalzo
post-covid del 2021-2022, rallentano la crescita delle esportazioni - spiega Stefano Binda, Segretario di CNA Lombardia -. Solo il +1,6% nel 2023 rispetto al
2022. A soffrire soprattutto metallurgia, chimica-gomma-plastica, sistema casa.
Impossibile non pensare agli effetti della recessione tedesca sulla Lombardia.”
A pesare sulla crescita, davvero
contenuta, di tutti gli indicatori è l’inflazione che in Lombardia nell’ultimo trimestre si è raffreddata,
tanto che a dicembre 2023 fa
registrare un +0,9% rispetto allo stesso mese del 2022. Ma considerando invece l’intero 2023, si
osserva una crescita dei prezzi del +5,5%, che si aggiunge al +7,8% del 2022:
in sostanza dal 2021 a oggi nella
regione i prezzi sono aumentati del 13,7%. Nel 2023 la dinamica dei prezzi è guidata da alimentari e bevande
(+9,1%), servizi ricettivi e ristorazione (+7,4%) e mobili e beni per la casa
(+6,1%). Sul fronte territoriale a risentire maggiormente della crescita dei
prezzi rispetto al 2022 vi sono la provincia di Milano (+6%) e Varese (+5,9%).
Seguono Lecco (+5,7%), Lodi (+5,7%), Mantova (+5,6%), Como (+5,2%), Brescia
(+5,1%), Pavia (+5,1%), Bergamo (+4,9%) e Cremona (+4,7%).
“L’Inflazione sta rallentando
la sua corsa ma non dimentichiamo che sommando 2022 e 2023 siamo al +13,2% in
due anni - sottolinea Bozzini -. A guidare questa tendenza soprattutto alimentari e bevande,
servizi ricettivi e ristorazione (settori in positiva crescita). Siamo
preoccupati per la fiducia e la propensione ad investimenti e consumi.”
Nota molto dolente che ha
caratterizzato in negativo l’intero 2023 sono i prestiti alle imprese. Tra
settembre 2022 e settembre 2023 il
totale dei prestiti alle aziende in Lombardia è diminuito del 7,8%: la flessione riguarda in
particolare quelle di piccola
dimensione (-10,8%). Con riguardo
ai tassi di interesse, a novembre 2023 il tasso medio applicato ai nuovi
prestiti fino ad 1 milione di euro ha toccato il 5,98% (+2,51 punti in un
anno); relativamente ai prestiti di importo superiore a 1 milione di euro, invece,
il tasso medio ha raggiunto il 5,3% (+2,62 punti in dodici mesi). Sul fronte
dei territori a risentire maggiormente dell’accesso al credito sono le imprese
della provincia di Brescia (-15,3%), seguita da Varese (-12,6%), Sondrio
(-10,3%), Lecco (-10,1%), Como (-10%), Bergamo (-9,8%), Pavia (-9,5%), Cremona
(-8,9%), Milano
(-5,8%), Monza Brianza (-4,9%), Lodi (-4%), Mantova (-2,3%).
“Resta alta, troppo alta, la
pressione subita dalle micro e piccole imprese sul versante del costo del
denaro - afferma Binda -. Il valore dei prestiti alle imprese è
sceso del 7,8% tra settembre 2022 e settembre 2023. A pagare questo credit
crunch sono soprattutto le piccole imprese, per le quali il volume del credito
erogato è calato del 10,8%. Si rende quindi necessaria una più energica azione
della politica, a tutti i livelli, nei confronti del sistema bancario. Si
tratta anche e soprattutto di ricostituire un processo di filiera forte ed
equilibrato, tra Banche, Fondo Centrale di Garanzia e consorzi fidi.”
Nota positiva relativa al terzo trimestre 2023 dell’economia lombarda è invece relativa
all’occupazione e al turismo. Infatti, nei
primi nove mesi dell’anno si registra un aumento del numero di 76.000 occupati (+1,7%) rispetto allo stesso periodo del 2022. Nello
specifico, l’incremento del numero di occupati si concentra nei servizi (+2,6%)
e nel settore commercio-alberghi-ristoranti (+5,3%), mentre la maggiore riduzione
si riscontra nelle costruzioni, (-2,1%), nell’industria (-1,2%) e
nell’agricoltura (-1,2%).
“Ci lascia estremamente
soddisfatti invece il dato dei flussi turistici - dichiara il Presidente di CNA Lombardia
-. Tra gennaio e ottobre 2023 le presenze in Lombardia sono arrivate a 44
milioni di persone, con un incremento del 25% rispetto al 2019. La qualità
delle produzioni artigiane è uno dei fattori che rende la Lombardia un
territorio bello, una meta di grande capacità attrattiva.”
Ancora da tenere monitorata,
invece, la questione relativa alla demografia
d’impresa. Nel quarto trimestre 2023, infatti, torna a scendere il numero di imprese attive in Lombardia: perse
4.587 aziende rispetto a settembre 2023. Tuttavia, rispetto a fine 2019 si osserva una sostanziale invarianza
(+0,1 punti percentuali). Negli ultimi quattro anni la Lombardia ha visto
comunque aumentare il numero di imprese di oltre 1.100 unità grazie al settore delle
utilities (+11,2%), servizi (+10,5%) e all’edilizia (+1,2%), mentre si
riscontra una diminuzione significativa per commercio-turismo (-5,6%), manifatturiero
(-8,3%) e agricoltura (-5,7%). Sempre in riferimento al trend sul 2019, le
migliori province risultano essere Milano (+3,1%), Varese (+0,7%), Monza e
Brianza (+0,4%) e Brescia (+0,1%), mentre le peggiori sono Mantova (-7,7%),
Sondrio (-4,5%), Cremona (-4,5%) e Pavia (-3,7%), Lodi (-3,3%), Lecco (-2,2%),
Bergamo (-2%) e Como (-0,5%).
Anche le imprese artigiane della Lombardia, che rappresentano il 28,6% delle imprese totali, non stanno attraversando un periodo
estremamente florido: a dicembre
2023, infatti, sono calate di oltre 2000 unità rispetto a settembre 2023. Inoltre tra il 2019 e il 2023 il numero di
imprese artigiane è diminuito di oltre 9.100 unità, passando da circa 241.500 a
poco più di 232mila, con una contrazione del 3,8%. in particolare, si nota la
flessione delle imprese artigiane nel manifatturiero (-5.311 aziende in quattro
anni), nell’edilizia
(-2.701 imprese) e nella logistica (-1.335). Sempre con riferimento al trend
sul 2019, l’unica provincia a far segnare segno positivo è Varese (+2,6%).
Tutte le altre fanno registrare un segno negativo a partire da Mantova
(-11,2%), Cremona (-6,6%), Pavia (-6,5%), Lodi (-5,4%). Seguono Sondrio (-4,8%),
Bergamo (-4,5%), Brescia (-4,2%), Lecco (-4,1%), Como (-4,1%), Monza e Brianza
(-3,3%) e Milano (-2,8%).

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